Gli indigeni: abitanti e guardiani delle foreste


indigeno

Un indigeno si riposa dopo aver lavorato

Gli indigeni svolgono un ruolo essenziale per l’intera umanità, ma che può essere effettivo solo se essi vedono riconosciuti i diritti legali sulle proprie foreste. E’ questo quanto emerge dal rapporto congiunto dell’organizzazione internazionale sui legni tropicali (International Tropical Timber Organization – ITTO) e del Rights and Resources Initiative (RRI). Lo studio si occupa del trasferimento della proprietà terriera in 39 paesi, che ospitano il 96 % delle foreste tropicali.
Ancora oggi quando un’impresa è interessata alle loro terre, le comunità locali non hanno gli strumenti legali per fermare la distruzione. Dove le comunità indigene sono legalmente titolari delle proprie foreste in cui vivono, sono maggiori le possibilità che queste vengano preservate. Infatti, la foresta è fondamentale per la sopravvivenza di oltre 800 milioni di persone, oltre a svolgere un ruolo essenziale nel fronteggiare il cambiamento climatico.
Nei paesi in cui gli indigeni hanno meno diritti, viene emessa circa la metà delle emissioni totali di CO2 da deforestazione; i paesi interessati sono Indonesia, Myanmar, Thailandia, Cambogia, Zambia, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Costa d’Avorio, Camerun e Venezuela.
Nella maggior parte dei paesi in cui vivono le popolazioni indigene, il dibattito internazionale sulla protezione delle foreste ancora non ha iniziato a prendere seriamente in considerazione il tema dei diritti ancestrali, che invece è un elemento chiave di qualsiasi strategia volta a fermare la deforestazione.

Tuttavia, in Ecuador, si stanno facendo passi avanti per il riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigene. La nuova Costituzione, voluta da Correa e approvata il 28 settembre 2008 tramite un referendum con il 65% dei voti a favore, rappresenta il tentativo di creare armonia tra culture diverse.

“Noi, donne e uomini, popolo sovrano dell’Ecuador, riconoscendo le nostre radici millenarie, forgiate da uomini e donne di popoli diversi; celebrando la natura, la Pacha Mama, della quale siamo parte e che è vitale per la nostra esistenza; invocando il nome di Dio e riconoscendo le nostre differenti forme di religiosità e spiritualità; appellandoci alla sapienza di tutte le culture che ci arricchiscono come società; come eredi delle lotte sociali di liberazione di fronte e tutte le forme di dominazione e di colonialismo; e con un profondo impegno con il presente e il futuro; decidiamo di costruire una nuova forma di convivenza cittadina, nella diversità e in armonia con la natura, per raggiungere il buon vivere, il sumak kawsay; una società che rispetti, in tutte le sue dimensioni, la dignità delle persone e della collettività; un paese democratico, impegnato nell’integrazione latinoamericana – sogno di Bolivar e Alfaro – la pace e la solidarietà con tutti i popoli della terra”. (Preambolo della Costituzione della Repubblica dell’Ecuador).

In particolare, la nuova Costituzione stabilisce cinque diversi tipi di proprietà – pubblica, privata, mista, popolare e solidale – e assicura l’educazione e la sanità gratuite per tutti. Per la prima volta, quindi, vengono riconosciuti i diritti della natura e della popolazione a vivere in un ambiente sano e si dichiara di interesse pubblico la protezione dell’ambiente.

Via: solidarietainternazionale.it, salvaleforest.it

A Bioforest stanno a cuore le popolazioni indigene e le foreste, per questo ha attivato già da diversi anni il progetto “OTONGA”,  per l’acquisizione di porzioni di foresta primaria sulle pendici occidentali della catena andina, per preservarne le eccezionali caratteristiche di biodiversità. Ad oggi sono stati acquistati oltre 1.500 ettari.
Parte dei finanziamenti stanziati da Bioforest, viene investita in studi, ricerche e pubblicazioni sulla flora e fauna di Otonga che hanno dato luogo alla scoperta di nuove specie vegetali e animali. La Fondazione Otonga in Ecuador, nostro partner locale, grazie anche ai fondi messi a disposizione da Biofoerst, gestisce ormai circa 200 borse di studio per bambini, ragazzi e studenti universitari che abitano nei pressi della foresta Otonga e molte adozioni a distanza riguardano bambini della zona sostenuti soprattutto da tanti generosi benefattori italiani ed esteri. Il coordinamento e lo sviluppo del Progetto Otonga sono affidati al Prof. Giovanni Onore, entomologo, Ordinario alla Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador, con sede a Quito.

Per saperne di più, vai alla pagina OTONGA, o visita in nostro sito web bioforest.it.

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