Progettare un evento ecosostenibile: Castanea 2009 in collaborazione con la Riserva Otonga (Ecuador)


Sempre più la valutazione degli impatti ambientali sta diventando un elemento importante nella progettazione di convegni o grandi eventi. Nonostante molti accorgimenti si possano seguire per diminuire i carichi ambientali (soprattutto nel materiale stampato e nei servizi di ristorazione), il consumo di alcune risorse, come il carburante per gli spostamenti, non può essere evitato. Pertanto, è necessario prevedere forme di compensazione degli impatti ambientali generati.

Diapositiva 1
Dal 13 al 16 ottobre 2009 si svolgerà a Cuneo “Castanea 2009 – Food, Timber, Biomass & Energy in Europe”, evento che comprende il 5° Convegno Nazionale sul Castagno ed il 1st European Congress on Chestnut.
Vogliamo utilizzare l’esempio di quanto fatto per Castanea 2009 allo scopo di illustrare come sia possibile rendere un evento il più possibile ecosostenibile.

Per Castanea 2009 si è deciso di applicare la procedura internazionale di gestione ambientale EMAS-ISO 14001. In particolare, è stato considerato il seguente protocollo:
1. analisi degli aspetti ambientali e individuazione di quelli significativi (es. spostamento dei partecipanti, materiali stampati, servizi di ristorazione, consumo energetico e produzione di rifiuti);
2. adozione di una politica e di un programma ambientale (l’indicatore scelto per le valutazioni è la stima delle emissioni di CO2);
3. definizione di procedure di lavoro e comunicazione;
4. monitoraggio dei risultati. Consapevoli del fatto che le emissioni di CO2, costituiscono solo una delle componenti del carico ambientale di un evento, si è deciso di quantificarle in quanto rappresentano un indicatore correlabile in modo diretto e preciso ad azioni di compensazione.

Viene di seguito riportato il riassunto dello studio per la mitigazione degli impatti ambientali di Castanea2009, compresa la stima delle emissioni di CO2.
Sono stati inseriti nel calcolo come fonti di emissioni:
-trasporti internazionali, conteggiati come volo medio tra la capitale del paese di provenienza, scalo a Roma e arrivo a Cuneo (e ritorno);
-trasporti nazionali, dei partecipanti italiani, per il 40% si è considerata l’emissione di un volo Roma-Torino e successivo trasferimento a Cuneo, per il restante 60% si è ipotizzato l’utilizzo dei treno con una stima chilometrica media di 300 km (e ritorno);
-spostamenti locali, suddivisi nelle categorie di taxi, mezzi pubblici e locomozione, sulla base della distanza tra albergo e sede del convegno;
-consumi di energia elettrica, necessaria sia nei luoghi dell’evento sia nelle residenze, considerando una media dei consumi in kWh/pernottamento degli alberghi cuneesi;
-consumi di energia termica, necessaria sia nei luoghi dell’evento sia nelle residenze, considerando una media dei consumi in m3 di metano/pernottamento degli alberghi cuneesi;
-produzione di carta, considerata nella sola componente della carta non-riciclata presente nella welcome bag e negli atti;
-produzione di plastica, considerata nella componente della plastica necessaria per la borsa e una stima di quella prodotta per le altre necessità. I calcoli sono stati effettuati ipotizzando un incremento percentuale degli iscritti confermati nel giugno 2009 e le emissioni sono stimabili in circa 24.000 kg di CO2. Può essere interessante notare come più del 70% delle emissioni sia dovuto alla sola categoria di trasporti internazionali.

otonga

Siccome la quantità di CO2 emessa può essere compensata tramite la riforestazione o l’acquisizione (a scopo di protezione e conservazione a lungo periodo) di terreni già forestati, gli organizzatori di Castanea2009 hanno stretto una collaborazione con la Riserva di Otonga in Ecuador e una parte delle quote di iscrizione sarà destinata a preservare una porzione di foresta per la piena compensazione delle emissioni prodotte.
A tale scopo, la Riserva di Otonga dal 1988 si occupa della conservazione della flora e dalla fauna della foresta ecuadoregna in un sito nella provincia di Pichinchatramite progetti incentrati sulla formazione e la collaborazione delle popolazioni locali.

Per quanto possano apparire limitati, riteniamo che gli accorgimenti adottati per rendere più “leggero”da un punto di vista ambientale il Convegno siano un piccolo contributo per il rafforzamento di una visione globale del Pianeta, in cui le necessità dei sistemi socio-economici non siano a danno di quelli ambientali. Inoltre, la possibilità di rendere maggiormente sostenibile l’evento è sembrata agli organizzatori elemento imprescindibile di coerenza per trattare di castagno anche in chiave ambientale.

P. Brisotto

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