Le foreste pluricentenarie aiutano a combattere il cambiamento climatico


forest

Il verde pulsante della foresta pluviale

Oggi rimane meno dell’8% delle foreste primarie presenti 50 anni fa nel mondo e la distruzione continua ad un ritmo stimato tra i 10 e i 16 milioni di ettari all’anno, un campo da calcio ogni due secondi. Salvare le ultime foreste vergini significa contribuire ad assicurare il nostro futuro. Le foreste tropicali ospitano il 90% delle forme di vita del pianeta pur coprendo solo il 6% della sua superficie. Sono i polmoni verdi della terra; controllano il clima e l’anidride carbonica. Le foreste tropicali primarie sono foreste pluricentenarie, con alberi giganteschi. Il legno è il materiale edile ecologico per eccellenza, ma l’uso massiccio di legno tropicale, come per i parquet di Iroko e Wengé, è la causa maggiore della distruzione delle ultime foreste primarie.
Le foreste sono fonti fonadamentali per la produzione di ossigeno e l’assorbimento di CO2. Se tutte le foreste vengono tagliate. di sicuro non ci sarà più vita sul nostro pianeta. E’ fondamentale, quindi, preservarle e individuare tutte le risorse per contrastare i l cambiamento climatico.

Per molti anni la comunità scientifica ha ritenuto che le foreste raggiungessero il massimo livello di produttività nell’età intermedia, e iniziassero a declinare raggiungendo la maturità, fino a diventare neutrali: stesso carbonio assorbito, stesso carbonio rilasciato in atmosfera. Insomma, si riteneva che queste foreste  custodissero un immenso pozzo di carbonio, ma non che continuassero a sequestrarne. Non è così. Nuovi dati emersi dall’osservazione delle foreste tropicali africane, dimostrano che queste continuano ad assorbire carbonio: tra il 1968 e il 2007 ne hanno sottratto all’atmosfera 0,6 tonnellate (più o meno quanto ne rilascia una piccola automobile) per ogni ettaro. Ben tre studi pubblicati di recente su Nature, dimostrano il contrario.

Una ricerca pubblicata da Sebastiaan Luyssaert dimostra come le foreste africane assicurano un importante servizio ambientale, sequestrando carbonio ma anche riducendo la crescente concentrazione di carbonio nell’atmosfera. All’opposto, il carbonio sequestrato dalle foreste per secoli viene rilasciato in atmosfera quando queste vengono disturbate. Per garantire che le foreste continuino a svolgere la loro positiva funzione, secondo il team di ricercatori è necessario rinforzare e far rispettare i diritti delle comunità locali, e assicurare loro una adeguata compensazione per il servizio reso dalle foreste.

Un ulteriore sutdio, curato da Helene C. Muller-Landau e il team dello Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, conferma i due lavori precedenti, dimostrando come le foreste africane continuino ad assorbire carbonio. Lo studio inoltre conferma come le foreste preservino più carbonio di ogni altro impiego alternativo del suolo.

Questi studi ribaltano la concezione data per assodata, secondo cui le foreste mature siano stabili, ossia non assorbano ulteriore carbonio. Al contrario, le foreste pluri-centenarie (da 15.000 a 8.00 anni), continuano a sequestrare carbonio. Le ipotesi per spiegare questa continua crescita sono tre: che le foreste studiate stiano recuperando disturbi subiti nel periodo precedente a causa del clima, che continuino a crescere stimolate dalla maggiore presenza di carbonio in atmosfera, o una combinazione di entrambi i fattori.

Via: salvaleforeste.it

Ciò significa che anche le foreste mature, ovvero pluricentenarie, costituiscono un prezioso aiuto per fronteggiare il cambiamento climatico e quindi vanno assolutamente preservate.

P. Brisotto

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One thought on “Le foreste pluricentenarie aiutano a combattere il cambiamento climatico

  1. foto scrive:

    Gratis il modo x accumulare anidride carbonica e fermare il cambiamento climatico

    Ciao a tutti, come va?

    Il cambiamento climatico imperversa, per fermarlo bisognerebbe accatastare miliardi di tonnellate di anidride carbonica sotto forma di legno o cellulosa.

    Qualche anno fa Bill Clinton ( presumibilmente il chairman del governo mondiale) aveva promesso un ricco premio, un milione di euro, a chi avesse trovato un facile metodo per prelevare dall’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica.

    Vi spiego come, nella maniera che cerco di fare da oltre 20 anni rischiando la vita, subendo minacce di morte tutti i giorni, venendo boicottato, diffamato e perseguitato quotidianamente dagli scagnozzi di Bill Clinton: raccogliendo foglie.

    Provo a dirvi il problema completo.

    Da una parte bisogna interrompere le emissioni serra utilizzando la Serpentina di Schietti invece di petrolio, carbone, gas, legname.

    Poi bisogna riforestare ovunque possibile in particolare le aree desertificate subsahariane, anche coltivando alberi da frutta, perchè il legno è fatto di carbonio, che si ricava dall’anidride carbonica.

    Poi infine bisogna utilizzare le foglie di parchi, giardini e boschi per produrre cellulosa invece degli alberi delle foreste.

    Le foglie se vengono lasciate marcire nei boschi emettono gas serra. Idem se vengono bruciate negli inceneritori.

    Se invece venissero raccolte e lavorate per produrre cellulosa, l’anidride carbonica verrebbe immaganizzata. Possono anche essere utilizzate per produrre cubi e pannelli per edilizia.

    E non verrebbero tagliate le foreste per produrre carta igienica, scottex, carta.

    Pensate ai parchi e giardini di tutto il mondo, pensate ai boschi, pensate a quanti miliardi di tonnellate di foglie vengono prodotte ogni anno dagli alberi che vengono lasciate marcire o vengono bruciate negli inceneritori.

    Secondo i miei calcoli, insieme alla Serpentina e alla riforestazione, con le foglie in 15 anni sarebbe possibile fermare il cambiamento climatico.

    Parlatene a tutti, Schietti sa come fermare il cambiamento climatico, Schietti sa come immagazzinare miliardi di tonnellate di anidride carbonica, utilizzando le foglie per produrre cellulosa, ma ogni volta che ne parla cercano di ucciderlo.

    Nel 2008 in Val di Vara venne rasa al suolo la mia foresta con cui cercavo di dimostrare pubblicamente con servizi giornalistici quotidiani in internet che si poteva diventare ricchi, salvare le foreste e fermare il cambiamento climatico pulendo i boschi, raccogliendo foglie, ricci di castagne, pigne e tagliando alberi morti.

    Ogni volta che spiego che la soluzione al cambiamento climatico sono le foglie comincia a squillare il telefono di casa mia e subisco minacce di ogni genere, per favore aiutatemi.

    Grazie dell’attenzione, in attesa della Serpentina di Schietti, della cellulosa ricavata dalle foglie, la parola a Dio e alla prossima catastrofe generata dal cambiamento climatico, ogni volta sempre peggiore.

    Domenico Schietti
    http://domenico-schietti.blogspot.com/

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