La rondine sta lasciando il nostro Paese, forse per sempre



La rondine comune (Hirundo rustica, Linnaeus 1758) è un piccolo uccello migratore dell’ordine dei passeri presente in Europa, in Asia, in Africa e nelle Americhe. È spesso chiamata solamente con il nome di rondine, che non è sbagliato, ma indica più ampiamente tutta la famiglia Hirundinidae.
Secondo il censimento proposto ai propri lettori dal mensile di piccola agricoltura “Vita in Campagna”, la popolazione delle rondini in Italia si stia riducendo.
Nello stesso censimento del 2006, i nidi avvistati e abitati erano 1.200, quest’anno scesi a solo 917. In Friuli Venezia Giulia, le segnalazioni hanno riguardato soltanto 12 nidi.
Tra le tante riflessioni proposte viene citata quella di Sergio Odorico di Codroipo (Udine). «In pochi anni dei 22 nidi che ancora sono in bella mostra nella stalla, ne è rimasto abitato uno solo; non si sente più il cinguettio allegro delle decine e decine di rondini (sisile in lingua friulana) che occupavano quei nidi».
I due terzi dei nidi segnalati si trovano in campagna, un terzo nei centri urbani. La nidificazione è avvenuta all’aperto nei due terzi dei casi; al chiuso per i restanti.
Dunque la rondine è ancora ben presente nel nostro territorio, ma è in costante e preoccupante calo. Le cause principali sono da individuarsi nelle modifiche ambientali e nell’uso eccessivo di antiparassitari (la rondine si nutre prevalentemente di insetti). Inoltre, secondo i dati del Birdlife International del 2008, in Italia ci sono tra le 500.000 e 1.000.000 di coppie nidificanti di rondine, con un calo del 40% rispetto ai dati precedenti che risalivano al 2004.
Oltre che bella e portatrice di allegria, la rondine è un uccello assai utile e, sotto un certo aspetto, indice della qualità di un territorio. Nutrendosi esclusivamente di insetti (zanzare, mosche, vespe, cavallette, libellule), funziona da antiparassitario naturale; non entra i concorrenza con i raccolti (come il passero, a esempio, che è granivoro) e, anzi, contribuisce alla loro tutela e alla variabilità del territorio. Insomma, meno rondini vuol dire un maggior numero di insetti in circolazione.
L’appello per salvare la rondine è già stato lanciato sia dalla Lipu che dal Wwf. Cerchiamo quindi, nel nostro piccolo, di salvaguardare i nidi di rondini nel corso dell’inverno, sperando in un loro ritorno nella prossima primavera.

via: green fvg

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