Progetto Otonga – Report e novità


In Ecuador, il PROGETTO OTONGA, che prende il nome da un gigantesco lombrico trovato in quell’aerea, si propone l’acquisizione di porzioni di foresta primaria sulle pendici occidentali della catena andina, per preservarne le eccezionali caratteristiche di biodiversità. Il professor Giovanni Onore, responsabile del Progetto Otonga tramite la Fondazione Otonga, come ogni anno ci aggiorna sulle novità e i risultati ottenuti con il progetto nella zona dell’Ecuador. Gli aggiornamenti riguardano per lo più l’acquisizione di nuove aree di foresta, la pubblicazione di letteratura, l’andamento del giardino botanico e nel migliore dei casi anche la scoperta di nuove specie viventi, che arricchiscono la biodiversità di una delle zone maggiormente preziose da questo punto di vista del Pianeta. Vi riportiamo quindi, le principali informazioni sull’andamento del Progetto Otonga.

ACQUISIZIONE DI TERRENI
Per quanto riguarda l’acquisizione di terreni, lo scorso 2 dicembre 2010 Giovanni Onore, Daniela Delleani e Elicio Tapia si sono recati nella riserva Otoyaku per verificarne lo stato e allo stesso  tempo per delimitarne i confini, al fine di procedere con la parte burocratica per l’acquisto del nuovo appezzamento contiguo a Otoyaku. Nella località di Zanjarajuno, vicino a Otoyaku, c’erano anche: Angel Villacrès (il venditore dell’appezzamento di selva contiguo a Otoyaku), Medardo Tapia (coproprietario di Zanjarajuno), Ulf Ramstedt (svedese conservazionista coproprietario di Zanjarajuno). Con il GPS si e proceduto a verificare i punti del confine tra la proprietà di Angel Villacrès e Zanjarajuno. Con l’avvocato che sta facendo la documentazione per l’acquisto del nuovo appezzamento di foresta, questi punti saranno inclusi nel contratto di compravendita affinché i confini rimangano chiari per le generazione future. Si spera di concludere immediatamente l’acquisto ma le legalizzazioni di questi ultimi documenti sembra richiedano ancora qualche tempo. L’appezzamento di Otoyaku, invece, è integro e cotituisce un vero gioiello che contiene un’enorme biodiversità differente dagli altri appezzamenti appartenenti alla Fondazione Otonga. Inoltre, il proprietario dell’appezzamento confinante con il Centro di Educazione Ambientale di Otongachi ha fatto conoscere alla Fondazione Otonga la sua intenzione di vendere la proprietà di circa 20 ettari. Siamo ora in attesa di una comunicazione ufficiale corredata da titolo di proprietà, documenti catastali e il prezzo per prendere in considerazione l’offerta. La proprietà di Otongachi è finalmente stata iscritta al catasto di Machachi. L’iscrizione era rimasta in sospeso a causa di alcuni documenti mancanti del proprietario precedente.

GIARDINO BOTANICO
Alla collezione delle piante gia esistenti nel giardino botanico si è recentemente aggiunta anche Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews synonym: Vanilla fragrans, Vanilla vanilla. Family: Orchidaceae. Inoltre, abbiamo scoperto una nuova specie di bambu di grande effetto decorativo oltre che pratico, la Bambusa ventricosa McClure. Anche la Synsepalum dulcificum (Schumach. & Thonn.) Daniell, (nome volgare: Pianta miracolosa) sta crescendo molto vigorosa nel giardino botanico. Si tratta di una pianta che fa delle piccole bacche rosse simili a quelle della pianta del tasso; queste bacche contengono una glicoproteina chiamata “miracolina” che ha la straordinaria proprietà di cambiare temporaneamente la percezione delle papille gustative; in altre parole, le sostanze acide come per esempio un limone, dopo avere masticato un frutto della pianta miracolosa vengono percepite come dolcissime, cosi il limone avrà il gusto di un arancio delizioso.
Il Phaseolus  lunatus, conosciuto come Tortas purutu,  Guaracara, Lima bean, Sewee bean, Sieva bean, sta crescendo vigoroso nella sede di Quito; apparentemente si tratta di una specie della parte alta delle Ande. In Otongachi, si stanno raccogliendo i primi frutti delle banane chiamate oritos che sono frutto di un incrocio di due differenti specie di Musa: Musa acuminata X M. balbisiana. Inoltre, siamo finalmente riusciti a determinare una nuova orchidea di Otonga che è conosciuta con il nome di Cranichis fertilis. Poi, c’è la Zamia lindenii Regel ex André, una pianta primitiva appartenente al gruppo delle Cycadales che cresce spontanea in Otongachi, le cui foglie sono attaccate da un lepidottero del genere Eumaeus sp. Infine, Passiflora ampullacea è una passiflora che si adattata bene nella sede di Otonga di Quito e che ora è stata piantata anche in Otongachi.

Ed ecco un paio di simpatici aneddoti che ci ha raccontato il Professor Onore durante uno dei suoi viaggi:

“Un machete puo sempre servire, non si sa mai”
In uno dei suoi viaggi per le ricerche entomologiche Giovanni Onore arriva notte tempo in un villaggio sperduto tra le Ande. Dopo avere bussato a varie porte, finalmente trova una casa che ha una stanza che viene affittata a ospiti e viaggiatori occasionali.
Una volta stabilito il prezzo chiede se, per caso, si può comprare anche qualcosa da mangiare; la casa non offre nemmeno una briciola di cibo. Giovanni allora ritorna alla macchina dove teneva aveva una scatoletta di tonno di emergenza e rientra nella stanza con il machete che fa da apriscatole. La padrona di casa lo accoglie con un sorriso di approvazione:  “ha fatto molto bene signore a provvedersi di un machete accanto al letto per la notte, può sempre servire, in questo paesino accadono cose strane…non si sa mai!”

“Come disarmare un forsennato armato di machete”
Giovanni Onore era arrivato di buon mattino in un prato ricavato in una macchia di foresta alle pendici orientali delle Ande e con un bastoncino stava sollevando le cortecce di alberi morti alla ricerca di insetti. Dal paesino sottostante, un contadino aveva notato da lontano un estraneo nel suo prato e, armato di machete, gridando come un forsennato partì all’attacco. Che fare, non vi era via di fuga fuori dal sentierino che portava al paese e proprio da quella direzione giungeva a passo incalzante e con un machete affilato l’attaccante. Giovanni Onore continuò imperterrito a sollevare cortecce su un tronco marcio. Alle spalle, sempre con grida minacciose si avvicinava il pericolo. Quando il contadino arrivò a poca distanza da Giovanni Onore, questo con un gran sorriso disse:“ benvenuto signore, lei è arrivato giusto in tempo ed è stato molto gentile a portarmi il machete. Ne avevo proprio bisogno per scortecciare questo albero e tiraei fuori gli insetti!”.  Come per incanto, il contadino smise di minacciare e consegnò il machete per poi aiutare l’entomologo nella sua ricerche. Giovanni Onore non asconde di avere avuto una certa paura ma, la tecnica dei nervi saldi ha dato il suo frutto.

NUOVE SCOPERTE
In Otonga è stata osservata per la prima volta  Amphisbaena fuliginosa varia Laurenti, 1768, nelle prossimità del rio Toachi, trasportata dalla correnta dell’acqua. Si registra, inoltre, per la prima volta nella riserva di Otonga ad una altezza di 2.000m il fungo Calvatia sp. Lycoperdaceae, conosciuto in inglese con il nome di “Puff ball”. Nelle vicinanze del giardino botanico, si assiste alla visita frequente di un grosso serpente vicino ai 3m Spilotes pullatus,”chonta” di sesso maschile facilmente riconoscibile per uma macchia rossa sul capo. Le felci arboree di Otonga sono state determinate come appartementi al genere Cyathea spp. (Cyatheaceae). In Ecuador, ve ne sono una dozzina di specie e nella zona sono state segnalate: C. austrofloreana , C. carcasana, C. Halonata. E’ attualmente in studio uno Scarabaeidae appartenente al genere Psilodon sp. Su Phaseolus lunatus è stata allevata, a partire dalle larve, una coppia di  Cydia fabivora Meyrick, 1928 (Tortricidae: Olethreutinae) e la sua biologia è stata illustrata da J. Clarke (1932), Proc. Ent. Soc. Washington, 74: 467-471. Come piante decorative nelle vicinanze del Centro di Educazione Ambientale fanno capolino le Acanthaceae: Thumbergia mysorensis, Thumbergia alata, Thumbergia grandiflora.Come pianta decorativa appare in Otongachi Ixora coccinea (Rubiaceae). Una recente revisione entomologica mette in sinonimia Calopteromantis otongica con  Pseudopogonogaster mirabilis. Durante una visita a Otoyaku è stata osservata per la prima volta la vipera Bothrocophias microphthalmus. Un recente inventario di anfibi di Otonga ha permesso di elencare i seguienti Gymnophiona: Caecilia pachynema, Caecilia guntheri, Epicrionops bicolor.
La bambina Cecilia Guasti, figlia di contadini che vivono nelle vicinanze di Otongachi, ha raccolto un Ascalaphidae curioso del genere Haploglenius che porta un organo mobile che gli permette, quando si apre, di mostrare una vistosa macchia bianca. In mezzo alla vegetazione, l‘insetto appare come un punto bianco che appare e scompare ritmicamente. Non si conosce esattamente la funzione di questo organo ma si suppone sia legato a meccanismi di difesa, di comportamento sessuale o alimentare. Dal laboratorio Firenze, comunicano la scoperta di un nuovo coleottero della famiglia degli Elmidae. L’insetto misura 3.6 mm di lunghezza che da oggi prenderà il nome del suo raccoglitore: Stenelmoides onorei n. sp., Monte. Il coleottero vive vicino ai ruscelli nella sua patria di Otongachi.

VIAGGIO DI GIOVANNI ONORE IN ITALIA
Durante il suo soggiorno in Italia tra il 6 di settembre e el 15 di ottobre 2010,  Giovanni Onore ha seguito il programma dettato dal segretario di Bioforest Antonio Beltrame.   Sono state tra l’altro contattate Universita, Licei, Scuole Medie, Scuole Elementari, Centri Culturali, Istituti, Carceri…   Nelle seguente localita: Cantaluppa, Torino, Pinerolo, Pallanza, Valtournenche, Rivoli, Villar Perosa, Asti, Costigliole, Isola, Pisa, Castel Dalfero, Verbania, Verona, Milano, Cagliari, Gonnoscodina, Oderzo, Pordenone, Mareno di Piave, Cortina D’Ampezzo, Gaiarine,  Conegliano, Venezia, Carrara, Viareggio, Voghera, Cavaller Maggiore, Campobasso, Roma.
Secondo un calcolo approssimativo Giovanni Onore ha incontrato circa 12.000 giovani facendoli partecipi del progetto Otonga, delle problematiche ambientali e degli ideali di Bioforest.

ANALISI DEI BILANCI DEL PROGETTO OTONGA – 2010
Il bilancio delle entrate-uscite dal 1 aprile al 31 dicembre 2010 riporta un deficit che per il momento, è coperto dalla Societa di Maria. In realtà, rimane da rimborsare il prestito concesso da Luigi Santorum per l’acquisitzione del pezzo di foresta di Otoyaku. Il preventivo delle entrate-uscite per l’anno 2011 dimostra un deficit di entrate per realizzare l’ambizioso programma di funzionamento del progetto Otonga con borse di studio, pubblicazioni, nuovi acquisti di terra e varie.
Naturalmente, se le entrate previste non riusciranno a coprire il deficit non si realizzeranno le azioni preventivate. La crisi economica mondiale si fa sentire con una riduzione delle entrate della Fondazione Otonga che per il momento vive con donazioni e non ha ancora entrate proprie. Con i membri della Fondazione si sta pensando di attivare il turismo ecologico e scientifico per coprire i deficit e avere un bilancio almeno in pareggio.
L’anno 2011 è l’anno della conservazione delle foreste e speriamo che fondi di varie associazioni siano canalizzati alla Fondazione per questa finalità.

SITI INTERNET DI INTERESSE PER OTONGA

http://www.archive.org/details/biodiversity
http://www.sil.si.edu/SmithsonianContributions/Zoology/
http://digitallibrary.amnh.org/dspace/
http://www.aaeweb.net/link.htm#Associazioni%20internazionali
www.pyraloidea.org

Per maggiori informazioni sul progetto Otonga e sugli altri progetti di Bioforest contattateci pure, se volete contribuire ai progetti e diventare così partner di Bioforest seguite questo link.

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