Gli umani e gli altri: siamo poi così diversi?


Tra il mondo degli esseri umani e quello degli animali c’è poca differenza. In fondo viviamo tutti sullo stesso pianeta.
E quindi “siamo tutti collegati”. E’ questo il concetto alla base di una nuova, splendida campagna pubblicitaria del WWF che intende anche celebrare i 50 anni di lavoro – e obiettivi raggiunti – dell’organizzazione.

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Salviamo l’Amazzonia!


L’Amazzonia è in serio pericolo: una delle due camere del Congresso del Brasile ha deciso di cestinare le leggi che oggi proteggono la foresta. Se non agiremo immediatamente la gran parte del polmone verde del nostro pianeta potrebbe essere distrutta.
La decisione ha scatenato un’ indignazione diffusa e manifestazioni in tutto il paese. E la tensione sta crescendo: nelle ultime settimane molti ambientalisti sono stati uccisi, probabilmente da criminali commissionati dai latifondisti che disboscano illegalmente le foreste. Il tempo stringe, e ora stanno cercando di mettere a tacere ogni opposizione proprio mentre la legge è in discussione al Senato. Ma la Presidente Dilma può mettere il proprio veto, se solo riusciremo a convincerla che deve respingere le pressioni politiche nel paese e mostrarsi invece una leader a livello mondiale. Il 79% dei brasiliani è in favore del veto di Dilma contro la modifica delle leggi che proteggono le foreste, ma le loro voci si scontrano con quelle della lobby dei latifondisti. Ora sta a noi alzare la posta e fare della protezione dell’Amazzonia una battaglia globale. Uniamoci in un appello enorme per fermare gli omicidi e la deforestazione illegale, e soprattutto per salvare l’Amazzonia. Firma la petizione sotto – sarà consegnata a Dilma non appena riceveremo 500.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/save_the_amazon/?vl

Tutti noi amiamo il Brasile! Il sole, la musica, il ballo, il calcio, la natura: è un paese che affascina milioni di persone in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui il Brasile ospiterà la prossima Coppa del mondo, le Olimpiadi del 2016 e il vertice sulla terra del prossimo anno, un incontro che potrebbe fermare la morte lenta del nostro pianeta. E tutta questa nostra passione per il paese non è ingiustificata: l’Amazzonia è fondamentale per la vita sulla terra, visto che ben il 20% del nostro ossigeno e il 60% dell’acqua dolce provengono dalle sue magnifiche foreste pluviali. E’ per questo che è cruciale che tutti noi la proteggiamo.

Ma il Brasile è un paese che sta crescendo a ritmi da record, nel tentativo di far uscire dalla povertà decine di milioni di persone, e la pressione in favore della deforestazione e dell’estrazione di minerali è molto forte. Ed è questo il motivo per cui il paese sta per abbandonare la protezione dell’ambiente. Gli attivisti del posto sono stati uccisi, minacciati e fatti tacere, e ora sta ai membri di Avaaz di tutto il mondo mettersi dalla parte dei brasiliani e chiedere ai politici brasiliani di essere coraggiosi.
Molti di noi hanno visto nei propri paesi come sia la natura a pagare le conseguenze della crescita economica, e l’acqua e l’aria sono sempre più inquinate e le nostre foreste muoiono lentamente.

Per il Brasile però l’alternativa è possibile. Il predecessore di Dilma ha ridotto sensibilmente la deforestazione e ha costruito la reputazione internazionale del paese come leader nella difesa dell’ambiente, allo stesso tempo godendo di una fortissima crescita economica. Uniamoci tutti insieme e chiediamo a Dilma di seguire quella strada.

Negli ultimi 3 anni i membri brasiliani di Avaaz hanno fatto passi avanti enormi e hanno portato avanti campagne che vanno verso il mondo che vogliamo: hanno ottenuto una coraggiosa legge anti-corruzione, hanno fatto pressione sul governo per chiedere di giocare un ruolo cruciale all’ONU, proteggere i diritti umani e intervenire in favore della democrazia in Medio Oriente, in Africa e altrove.
Ora che coraggiosi attivisti brasiliani sono stati uccisi per avere protetto una preziosa risorsa naturale per tutti noi, uniamoci e costruiamo un movimento internazionale per salvare l’Amazzonia e proclamiamo il Brasile come leader internazionale anche questa volta.

PIU’ INFORMAZIONI

Ambientalisti uccisi in Brasile mentre una legge minaccia l’Amazzonia:
http://www.salvaleforeste.it/201106011458/ambientalisti-uccisi-in-brasile-mentre-una-legge-minaccia-lamazzonia.html

Brasile, Amazzonia a rischio con la nuova legge sulle foreste:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20110617_video_15463389.shtml

La maggioranza dei brasiliani è contraria alle modifiche alle leggi sulla foresta amazzonica (in inglese):
http://news.mongabay.com/2011/0611-amazon_code_poll.html

Amazzonia, la mafia del legno uccide ancora:
http://www.dirittodicritica.com/2011/06/06/amazzonia-brasile-legname-omicidi-21428/

Hanno lottato contro la deforestazione in Amazzonia:
http://www.ambienteambienti.com/news/2011/05/news/hanno-lottato-contro-la-deforestazione-in-amazzonia-uccisi-39165.html/comment-page-1

La Camera bassa del Brasile adotta leggi meno stringenti sulla protezione delle foreste (in inglese):
http://www.washingtonpost.com/world/brazils-lower-house-approves-looser-forest-protections/2011/05/25/AGgXnaBH_story.html

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Ultime novità e resoconto sui progetti – Assemblea annuale Bioforest


Nel corso del 2010 e nel primo quadrimestre del 2011 i nostri progetti, l’OperazioneOTONGA” nella foresta amazzonica dell’Ecuador, l’OperazioneBosco delle risorgive del VINCHIARUZZO” sito nel Comune di Cordenons in Provincia di Pordenone e l’OperazioneOCCHIONE” si sono consolidati e ampliati confermando i positivi risultati finora raggiunti.
Le novità del 2010 e del I° quadrimestre 2011, sono principalmente legate agli acquisti di una nuova area da rinaturalizzare, contigua alle zone precedentemente interessate dall’Operazione “Bosco delle Risorgive del Vinchiaruzzo, sito nel Comune di Cordenons (PN), di un nuovo lembo di Foresta amazzonica in Otoganchi, pari a 20 ettari, destinata ad accrescere la Foresta Otonga in Ecuador e di un fuoristrada per supportare efficacemente i lavori di riforestazione tutt’ora in corso, relativi all’Operazione “GOT OWAGA” in Kenya avviata l’anno scorso.
I finanziamenti ottenuti grazie all’annuale costante apporto di VALCUCINE e alla partecipazione di nuovi e “vecchi” sponsor, in primis la FOPPAPEDRETTI, il GRUPPO ELECTROLUX, il GRUPPO TAVOLA, seppure limitati e contenuti sui valori del 2009, a causa essenzialmente della perdurante crisi finanziaria ed economica che ha continuato a farsi sentire, soprattutto in occidente e in particolare in Europa e più ancora in Italia, hanno comunque consentito il prosieguo dei progetti e delle principali attività programmate.

In Ecuador, l’OperazioneOtonga”, continua ad espandersi con risultati molto lusinghieri. Attraverso la “Fondazione Otonga”, sono stati acquisisti nel corso del 2010, 20 ettari di foresta contigua all’Otonga. Si sono felilcimente concluse le trattative per l’acquisto di ulteriori 100 ettari circa di foresta contigua a “OTOYACU”.  Il “Centro di Educazione Ambientale” in Otongachi, la parte più bassa della Foresta Otonga, continua a ricevere visite sempre più numerose da spedizioni scientifiche provenienti da varie nazioni del mondo, da studenti universitari, da naturalisti e ambientalisti dell’Ecuador e di altri Paesi provenienti soprattutto dal Nord America e dall’Europa. Il giardino botanico situato nei pressi del “Centro” è stato costantemente arricchito di nuove piante. Si moltiplicano nel frattempo le scoperte scientifiche con nuove specie animali (insetti, anfibi e uccelli. La “Fondazione Otonga” ha continuato a produrre nuove pubblicazioni, poster naturalistici, etichette illustrative e, a metà dicembre, è stato pure pubblicato il racconto ecologico stampato qualche anno fa in spagnolo, ristampato e tradotto in italiano con il titolo “In volo con gli aironi”, curato da Giovanni Onore e Tatiana E. Romero, accompagnato da belle illustrazioni.
Sono inoltre già stati ultimati altri interessanti studi e ricerche per cui a breve usciranno altre interessanti pubblicazioni. La “Fondazione Otonga” ha proseguito il suo lodevole impegno anche nell’ambito della promozione umana, per cui, attraverso la formazione e la cultura, ha continuato ad assegnare borse di studio ai ragazzi e giovani per consentire il prosieguo dei loro studi. Ne hanno beneficiato più di 300 bambini e ragazzi nella Valle del Toachi e alcuni studenti delle superiori nonché universitari, dove si trova il Centro di Educazione Ambientale.
Sempre nel 2010 è decollato il nuovo progetto denominato “FIE-II° OTONGA” dedicato alla produzione e miglioramento dei bovini da carne e alla generazione di piante da siepi per cui sono già stati approntati degli appositi vivai.

Padre Angelo Pansa, appena rientrato dal Brasile, ci comunica che l’OperazioneXavante-Amazzonia Foresta Viva”, avviata nel 1998 e conclusasi nel 2007 dopo aver raggiunto l’autosufficienza economica, prosegue autonomamente e i 9 vivai continuano a produrre e distribuire pianticelle di varie specie, tutte autoctone, a chiunque le desideri, sia Indios che coloni, scuole, comuni, ecc.

Contemporaneamente in Italia è proseguito il progetto di educazione ambientale denominato Operazione OCCHIONE” collegato al laboratorio naturalistico per lo studio della flora e fauna locali, funzionante ormai da un decennio presso la Scuola Media di Cordenons, che ha visto coinvolte alcune scuole medie della Provincia di Pordenone. L’attività si è esplicata nella semina in vaso di piante autoctone poi trapiantate nel vivaio e infine piantumate in aree messe a disposizione da BIOFOREST e dalle Amministrazioni Comunali interessate. Sono stati coinvolti circa 300 ragazzi delle scuole medie di Roveredo e Pordenone che hanno messo a dimora c.a. 1.000 pianticelle di diverse specie per favorire la biodiversità. Nel nuovo vivaio allestito presso il Bosco di San Marco, è stato attivato un impianto goccia a goccia e stesa una protezione antigrandine. Nella sala espositiva della Biblioteca Comunale di Pordenone, è stata recentemente allestita una mostra che documenta i lavori di riforestazione finora svolti, avviati con il diretto coinvolgimento degli allievi delle succitate scuole medie.

Il progetto di riforestazione denominato OperazioneBosco delle risorgive del Vinchiaruzzo” , biotopo di rilevante interesse naturalistico, localizzato nel Comune di Cordenons in Provincia di Pordenone, nell’area dove sgorgano le risorgive del Vinchiaruzzo, contigua a quella dei Magredi, si è incentrato nell’acquisizione di un ulteriore appezzamento di 6.400 mq, incluso tra i due lotti già precedentemente acquisiti, sempre nella suddetta area, dove si dovrà procedere al ripristino delle parti più compromesse e degradate.

Nel 2010 il nuovo progetto pluriennale di riforestazione in Africa, denominato OperazioneGOT OWAGA” che interessa un’area collinare della Nyando Valley, nella Provincia di Nyanza in Kenia, coordinato e diretto dal Prof. Richard Samson Odingo, procede comunque con la posa a dimora di pianticelle di diverse specie, tra non poche difficoltà, dovute in particolare ai prolungati periodi di siccità e agli scarsi mezzi disponibili. Tale progetto si sta sviluppando in un’area sperimentale di tre ettari con la predisposizione di una piantagione dimostrativa atta ad individuare le specie più idonee da piantare e i necessari trattamenti silvicolturali da attuare. Da qualche mese è stato acquistato un fuoristrada necessario per il trasferimento delle pianticelle e per l’abbattimento dei costi di gestione del vivaio. Nei lavori di riforestazione continua ad essere coinvolta la popolazione locale, in particolare una trentina di donne fornendo a ciascuna di loro 100 piantine da essere poi messe a dimora nei terreni di loro proprietà. Sono già state messe a dimora circa 10.000 piantine di diverse specie, prevalentemente autoctone. È stato recentemente realizzato un vivaio in loco per abbattere i notevoli costi dovuti all’acquisto delle pianticelle da altri vivai e al trasporto delle stesse nell’area interessata dalla riforestazione.

Vi invitiamo quindi all’ASSEMBLEA ANNUALE BIOFOREST, che sio terrà sabato 11 giugno 2011 presso la nostra sede in via L. Savio 11, 33170 Pordenone,  in cui verranno trattati i seguenti punti:

  1. Introduzione del Presidente;
  2. Relazione sull’andamento dei progetti Operazione “Occhione”, e Operazione “Bosco delle risorgive del Vinchiaruzzo;
  3. Relazione sul nuovo progetto di Riforestazione in Africa (Kenia) denominato Operazione “GOT OWAGA”;
  4. Relazione 2010/2011 Operazione OTONGA in Amazzonia (Ecuador);
  5. Approvazione del Conto Consuntivo 2010;
  6. Approvazione del Programma di attività e del relativo Bilancio Preventivo per l’anno sociale 2011;
  7. Varie ed eventuali.

Infine, vi chiediamo di inviarci la vostra e-mail all’indirizzo bioforestonlus@yahoo.it al fine di potervi informare sugli sviluppi dei vari Progetti e sui programmi di attività futuri di Bioforest.

VOGLIAMO COMUNICARE CON VOI

STIAMO CONTATTANDO SIA I NOSTRI SOCI CHE TUTTI COLORO CHE SONO VENUTI IN CONTATTO CON BIOFOREST NEGLI ANNI…VOGLIAMO COMUNICARE L’ANDAMENTO DEI NOSTRI PROGETTI, TROVARE NUOVI SOSTENITORI E RAFFORZARE IL LEGAME CON QUELLI ATTUALI.
SE VOLETE CONOSCERE MEGLIO LA NOSTRA ASSOCIAZIONE MANDATECI UN MESSAGGIO CON I VOSTRI DATI (EMAIL) A BIOFORESTONLUS@YAHOO.IT

GRAZIE!

Stop talking, start planting!

Si chiama Felix Finkbeiner, ha solo 13 anni e ha già piantato 1.000.000 di alberi. Ha iniziato a 9 anni dopo una lezione di ecologia a scuola, interrando il primo albero nel cortile. Poi ha scoperto la straordinaria storia di Wangari Maathai, una donna che in Africa di alberi ne ha piantati oltre 30 milioni, e da allora ha messo a terra qualcosa come 250mila nuovi arbusti all’anno.
Felix oggi, insieme a 23 coetanei, dirige un movimento di ambientalisti di cui fanno parte anche Harrison Ford e il principe Alberto di Monaco, il Plant for the Planet Foundation’s Children Coordination Council, attivo in 131 nazioni del mondo. Alla piantumazione del milionesimo albero, il 4 maggio 2010, c’erano telecamere e politici di 45 paesi diversi.
Ecco cosa ha dichiarato il ragazzo in conferenza stampa: “Vorremmo che gli esseri umani della nostra generazione fossero cittadini del mondo. Noi bambini ci sentiamo veramente traditi. Dopo tutto quello che si è fatto e detto a Copenhagen nella conferenza ONU sul clima, alla fine cosa si è ottenuto veramente? Non abbiamo ancora fiducia negli adulti. Così abbiamo deciso di iniziare da soli a cambiare le cose”. Puntano a piantare 500 milioni di alberi.

Noi di Bioforest onlus non possiamo che appoggiare Felix e sostenendo il suo messaggio STOP TALKING, START PLANTING!
Dal 1998 Bioforest promuove una cultura produttiva più sensibile all’ambiente, per contribuire concretamente al ripristino e alla salvaguardia delle risorse naturali. Scopri tutti i nostri progetti e mettiti in contatto con noi!

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