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Albero: Vota il Monumento della Natura


Gli alberi crescono silenziosamente intorno a noi e ci regalano ogni giorno salubrità ed emozioni. Siamo abituati a valorizzare i monumenti cittadini costruiti dall’uomo, ma, oltre a questi, nelle nostre città ci sono dei veri e propri  monumenti “costruiti” dalla natura che vanno valorizzati allo stesso modo: per la loro storia, la bellezza, il significativo inserimento nei luoghi e nel paesaggio urbano.

L’Assessorato al Verde Pubblico del Comune di Padova ha realizzato un’interessante iniziativa volta alla valorizzazione dell’albero; nel sito de Il Mattino di Padova sono visibili venti bellissimi esemplari di alberi di Padova che meritano di essere protetti e rispettati.
I dieci alberi più votati riceveranno il titolo di “monumenti naturali”.
Vi invitiamo quindi a votare questi “testimonial” esprimendo una preferenza nell’apposito modulo, contribuiremo così a farli conoscere e rispettare.

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Compenso positivo – Jovanotti ed Enel in tour per l’ambiente

Una delle più grandi urgenze di questi ultimi anni è il riscaldamento globale della Terra, dovuto all’aumento dei gas serra. Tutte le attività umane – dal trasporto alla produzione di merci fino al riscaldamento domestico – sono causa di emissione di anidride carbonica ritenuta una delle principali origini dell’effetto serra in atmosfera.
Come si può intervenire al problema della CO2? Con un utilizzo accorto delle risorse energetiche e con comportamenti quotidiani virtuosi. Un modo efficace è anche quello di riforestare piantando alberi (che come noto assorbono anidride carbonica) in una quantità in grado di compensare le emissione prodotte.

Questo è esattamente ciò che hanno fatto anche Enel e Jovanotti, da sempre molto attenti ai temi ambientali, per “annullare” la CO2 prodotta dal Tour 2011. In collaborazione con Treedom, infatti, Enel pianterà 12.000 alberi, contribuendo a riforestare un’area complessiva di 20 ettari in Camerun, compensando emissioni pari a circa 6.000 tonnellate di CO2. Uno di questi alberi potrà avere il tuo nome. Non solo. Una volta che ti sarà assegnato, potrai vederlo e seguirne la crescita tutte le volte che vuoi attraverso questo sito. Il giorno del concerto compila il modulo qui sotto e scopri subito se sei tra i fortunati che hanno ricevuto l’albero.
Le quantità di emissioni sono state calcolate attraverso un’analisi dei dati relativi ai consumi energetici, alla stampa del materiale pubblicitario (biglietti, inviti, manifesti, volantini), ai rifiuti prodotti durante i concerti, agli spostamenti di staff e spettatori.
Così, per ogni data del tour verrà messa a disposizione una quantità di alberi proporzionale al numero degli spettatori. Le assegnazioni iniziano il giorno stesso del concerto e si concludono 7 giorni dopo: sono ad esaurimento, quindi sbrigati, perché solo i più veloci vedranno premiato il proprio tempismo. Possono partecipare tutti coloro che effettuano l’iscrizione qui sotto. Una volta completata l’iscrizione saprai subito se hai ricevuto l’albero o no.

Per maggiori informazioni visitate il sito di CO2 neutral e il sito del Jovanotti Tour – Compenso Positivo.

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Aggiornamenti sull’Operazione Got Owaga – Kenia


Nell’estate 2009 è partito un nuovo progetto Bioforest, coordinato e diretto da Richard S. Odingo, denominato Operazione “Got Owaga”, nella Nyando Valley, Nyanza in Kenya. La zona da riforestare riguarda si trova in aree destinate alla coltivazione della canna da zucchero, la cui diffusione è stata la prima causa di deforestazione. Nel corso del tempo, il progetto prevede la realizzazione di propri vivai in loco gestiti dalle comunità della zona, in modo che la disponibilità locale di piantine permetta la partecipazione di più agricoltori alle operazioni di riforestazione. Si prevedono aiuti anche da parte del governo, poiché è stata adottata una politica che incoraggia la piantumazione di alberi sugli appezzamenti piccoli e sui grandi fondi dei contadini. Infatti, solo programmi di riforestazione che coinvolgono tutta la comunità, per fornire il fabbisogno di legno per usi domestici, potranno alleviare la grave situazione attuale. Il legno in esubero sarà venduto dalle comunità a fabbriche e istituzioni per generare introiti.

Il progetto procede bene; gli scorsi giorni il Prof Odingo ci ha comunicato che sono state messe a dimora quasi 2000 piantine provenienti da Kisumu, a 75 km sulle rive del Lago Victoria, e negli ultimi giorni sono finalmente arrivate le pioggie vere. Inolte, è stata completata la costruzione della capanna per il guardiano della zona da riforestare. Purtroppo le antilopi selvatiche hanno invaso la nuova piantagione, divorando una parte delle piante, in particolare il Pinus equestifolia. Comunque siamo fiduciosi che la maggiore parte delle specie autoctone sopravvivranno.

Continuate a seguire il blog per i prossimi aggiornamenti sull’Operazione Got Owaga e altre news sull’ecosostenibilità e la riforestazione con Bioforest.
Vuoi contribuire ai progetti? Diventare un volontario Bioforest? Contattaci pure… 🙂

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La banca centrale del DNA forestale per la conservazione del patrimonio arboreo

Un giorno il ‘taxus baccata’ delle Azzorre, un albero molto raro e protetto che sopravvive in soli cinque esemplari sull’arcipelago delle isole vulcaniche a 1.500 chilometri dal Portogallo, in pieno Oceano Atlantico, potrebbe scomparire. Tuttavia il suo Dna non andrà perduto. Infatti, alcuni tessuti del ‘taxus baccata’, liofilizzati e archiviati in provette, sono già conservati gelosamente nella Banca centrale del Dna Forestale a Cittaducale in provincia di Rieti, e magari vi resteranno per secoli o per millenni. E’ questo uno degli scopi principali della struttura, oltre quello prettamente di studio: non disperdere il patrimonio genetico boschivo, perché questo è il primo archivio mondiale dedicato esclusivamente alle specie boschive.
La banca, al suo secondo anno di attività, ha inventariato fino ad oggi 1.400 campioni di Dna di una sessantina di specie forestali, raccolte non solo in Italia ma in vari paesi del Mediterraneo e si propone di diventare il punto di riferimento a livello mondiale in questo campo specifico in forza di scambi con altri istituti analoghi sparsi nei cinque continenti. Il progetto è ambizioso in quanto intende collezionare tutte le specie forestali europee e mondiali.

Tutte le ricerche e le archiviazioni, da due anni a questa parte, da quando nacque la banca, sono rese possibili da strumenti e macchinari ad altissima tecnologia, microscopi, essiccatori, celle frigo. Apparecchi adatti a preservare il Dna di alberi secolari, addirittura monumentali, come ad esempio quello dei faggi della ‘faggeta vetusta’, la più antica d’Europa in Val Cervara, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo che si estende su un centinaio di ettari e presenta alberi con età di oltre 500 anni, un bosco di notevole importanza scientifica poiché il faggio vive mediamente non piu’ di 250 anni.
“La particolarità della banca consiste nella vasto campionario di biodiversità che viene raccolto – spiega all’ADNKRONOS Marco Simeone – ogni specie viene collezionata in tanti esemplari diversi, da 50 ai 100, laddove in tante altre banche dati se ne prelevano e conservano due, tre. In sostanza e’ come se il Dna della specie umana non venisse rappresentato da tanti individui diversi, ma solo da pochi, naturalmente più tipologie prendiamo in esame più e’ ampio e rappresentativo il campione, lo stesso per le piante”. La biodiversità vegetale comunque è “molto importante perché senza le piante gli animali non possono vivere, viceversa non avviene” spiega Silvano Landi. L’impostazione della banca è centrata sulla conservazione dei materiali e delle informazioni relative non ai singoli individui ma ad intere popolazioni rappresentative di un territorio ecologicamente omogeneo. Ma i campioni più numerosi della banca centrale del Dna Forestale riguardano le querce, tra queste c’e’ anche una specie protetta che è un ibrido naturale ovvero il risultato di un incrocio tra due individui appartenenti a specie diverse “ne abbiamo oltre 100 campioni racconta Simeone – che provengono da ogni parte d’Italia, dal Trentino alla Sicilia”.

Sotto la lente dei ricercatori ci sono tutti quegli alberi che, soprattutto in alcune zone dell’Italia meridionale rivestono una grande importanza da un punto di vista scientifico, in quanto durante l’ultima glaciazione hanno potuto trovare siti specifici e ancora per lo più sconosciuti, condizioni ecologiche ottimali per la loro conservazione.
L’archivio del Dna Forestale prevede la raccolta e la conservazione del patrimonio genetico delle specie arboree presenti in una o più regioni, integrata con informazioni di tipo biologico, ecologico e molecolare e la messa a disposizione della comunità scientifica internazionale di dati e aliquote del materiale. In particolare, ogni campione è corredato da un codice numerico identificativo sia del Dna (in termine tecnico liofilizzato tissutale) sia del campione di erbario opportunamente realizzato per costituire una testimonianza tangibile delle caratteristiche morfologiche dell’individuo raccolto. Al codice numerico corrispondono su un database una serie di informazioni, una sorta di carta di identità del vegetale, in quanto esiste “un diritto alla identità delle piante” spiega ancora Landi. Le informazioni di ogni pianta riguardano la specie (nomenclatura scientifica), provenienza (regione, provincia e località di raccolta), descrizione del popolamento, descrizione della stazione (esposizione, regime termico, ecc), coordinate Gps, caratteristiche dendrometriche (volume dei fusti, biomassa legnosa, ecc), foto, data di raccolta e riferimenti identificativi di chi ha raccolto il campione. I dati vengono inseriti in un sistema informatico, a disposizione anche di altri istituti di ricerca e di altre banche del Dna, ed entro marzo sarà’ aperto un sito Internet con alcune informazioni disponibili a chiunque. La Banca centrale del Dna assume un’importanza particolare quest’anno, il 2010, l’anno della biodiversità, né va trascurato il suo ruolo di sentinella, per segnalare specie a rischio di estinzione.

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Londra ecosostenibile: il valore degli alberi in ambiente urbano

simpatico cestino a forma di coniglio, Covent Garden (Londra)

simpatico cestino a forma di coniglio, Covent Garden (Londra)

Londra è davvero una città sostenibile! Se visitiamo i suoi mercatini, i locali, i parchi, utilizziamo i mezzi di trasporto o semplicemente passeggiamo lungo le vie, ci renderemo conto che in questa capitale europea l’attenzione verso l’ambiente naturale è fondamentale. Ne è esempio la foto qui sopra, che ritrae un simpatico cestino a forma di coniglio a Covent Garden, un distretto nel cuore di Londra famoso per i suoi teatri.

Se vogliamo fare un viaggio ecosostenibile, Londra è la città ideale; non manca un validissimo sistema divulgativo (mappe, cartine, indicazioni, stradali, siti internet, ecc) che fornisce indicazioni su negozi specializzati in prodotti biologici, o ristoranti vegetariani così come eventi che quotidianamente animano la città di spirito ‘green’.

Molto popolare, a riguardo, è il Tree-Athlon, ovvero una maratona di beneficienza il cui ricavato va ad un’organizzazione per la piantumazione di alberi. Si tratta di un’opportunità per restituire qualcosa all’ambiente naturale e allo stesso tempo migliorare la propria salute e fare nuove amicizie.

L’edizione del Tree-Athlon 2009 a Londra si svolgerà il prossimo 19 settembre, presso il Battersea Park.

Questo tipo di manifestazioni ci ricorda come la presenza degli alberi nelle zone urbane ed extraurbane sia preziosa. Infatti,

–        un albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone;

–        gli alberi possono avere un ottimo impatto su problemi di salute come asma, cancro della pelle e le malattie legate allo stress, per il fatto che filtrano l’aria inquinata, riducendo la formazione di smog, mitigano le radiazioni solari e ricreano un ambiente calmante e rilassante;

–        piantare alberi rafforza il senso di comunità, offrendo alle persone l’opportunità di lavorare insieme per il beneficio dell’ambiente locale;

–        gli alberi possono farci risparmiare fino al 10% del consumo energetico grazie alla loro capacità di mitigare il clima;

–        1 ettaro di bosco mantenuto in buono stato può assorbire le emissioni di CO2 da parte di 100 automobili guidate per un anno;

–        la proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi (secondo uno studio effettuato a Chicago);

–        gli alberi contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi in città, donando riparo a una numerosa varietà di specie viventi;

–        gli alberi riducono l’inquinamento acustico, fungendo da vere e proprie barriere per il suono;

–        gli alberi e gli spazi verdi in città diminuiscono sensibilmente lo stress.

Links utili:

londra ‘green city’
logo_treeathlon

logo_treesforcities

P. Brisotto

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