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Albero: Vota il Monumento della Natura


Gli alberi crescono silenziosamente intorno a noi e ci regalano ogni giorno salubrità ed emozioni. Siamo abituati a valorizzare i monumenti cittadini costruiti dall’uomo, ma, oltre a questi, nelle nostre città ci sono dei veri e propri  monumenti “costruiti” dalla natura che vanno valorizzati allo stesso modo: per la loro storia, la bellezza, il significativo inserimento nei luoghi e nel paesaggio urbano.

L’Assessorato al Verde Pubblico del Comune di Padova ha realizzato un’interessante iniziativa volta alla valorizzazione dell’albero; nel sito de Il Mattino di Padova sono visibili venti bellissimi esemplari di alberi di Padova che meritano di essere protetti e rispettati.
I dieci alberi più votati riceveranno il titolo di “monumenti naturali”.
Vi invitiamo quindi a votare questi “testimonial” esprimendo una preferenza nell’apposito modulo, contribuiremo così a farli conoscere e rispettare.

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Un balcone aperto ai canti, ai colori, alla natura: 14 novembre 2010 ad Andreis (Pn)

L’Associazione Naturalistica Cordenonese organizza una manifestazione in collaborazione con il comune di Andreis ed il Parco Naturale Dolomiti Friulane domenica 14 novembre 2010 “UN DALT VIERT AI CJANTSZ , AI COLOURS, ALA NATURA (Un balcone aperto ai canti, ai colori, alla natura)”. Si tratta di un evento per gli amanti della natura e in particolare a tutti coloro interessati ad approfondire la conoscenza sulla vita della fauna locale, in particolare l’intera giornata sarà dedicata alle mangiatoie invernali per gli uccelli.

Eccoi qui di seguito il programma:

– 9.30 Ritrovo in piazza ad Andreis;

– 10:45 breve lezione in centro visite;

– 12:00 pausa pranzo/spuntino;

– 13:30 breve escursione sulla suggestiva chiesetta di S. Daniele dove ogni partecipante potrà assemblare una mangiatoia propria.

– Conclusione verso le ore 15:30.

L’iniziativa è dedicata a tutti: adulti, ragazzi, bambini, famiglie e in caso di cattivo tempo il montaggio della mangiatoia avverrà in Centro Visite.
Si prega di comunicare la propria partecipazione per motivi organizzativi, contattando direttamente il sig. Mauro 3462204497.


Associazione Naturalistica Cordenonese
via Martiri della Libertà, 35 – 33084 Cordenons (PN)
3462204497 – 3331565942 – 3337604671
email: ass.nat@live.it

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Proteggiamo l’area dei Magredi: incontro 10-11 novembre 2010 a Pordenone

“La vita sulla terra è ricca, complessa e….sorprendente. È una rete incredibilmente eterogenea di ecosistemi interconnessi, una rete che noi chiamiamo biodiversità. Anche noi esseri umani ne facciamo parte…” (Commissione europea, Ambiente).

Il forum territoriale è il primo dei molti incontri di partecipazione aperti ai portatori di interesse, previsti per la elaborazione del Piano di gestione della Zona di Protezione Speciale Magredi di Pordenone.
I Magredi sono un’area in provincia di Pordenone, situata nel punto dell’alta pianura dove le acque dei torrenti Cellina e Meduna sprofondano nella falda acquifera. In tale luogo vi sono grandi varietà di flora e fauna.
In occasione di questo incontro sarà possibile prenotare una copia omaggio del volume illustrativo sulla ZPS Magredi di Pordenone. “Magredo” significa “terra magra”, cioè arida e povera d’acqua per la presenza dei sassi, anche se il regime delle precipitazioni rende il Friuli-Venezia Giulia la regione più piovosa d’Italia. In estate i prati aridi dei magredi appaiono brulli e bruciati dal Sole definendo un paesaggio simile ad alcune lande desolate del meridione o alle steppe continentali dell’Europa orientale.
I depositi ghiaiosi del Cellina e Meduna danno origine ad una serie di coni detritici che dalla base delle montagne si allargano verso la pianura. La principale fra queste strutture alluvionali è dominata dalla conoide che prende il nome dai medesimi fiumi citati in precedenza e che, con la sua ampia architettura, da Montereale Valcellina a Maniago si protende a ventaglio fino a Cordenons e Pordenone. Nelle fotografie scattate dai satelliti, essa appare come un’enorme macchia bianca al centro del territorio provinciale.
Il principale impulso alla costruzione di questo imponente materasso ghiaioso avvenne ad opera dei torrenti fluvioglaciali al termine dell’ultima glaciazione. Con il graduale innalzarsi delle temperature, i torrenti acquisirono vigore e nuova forza erosiva, alimentati direttamente dalla fusione dei ghiacciai alpini in via di scioglimento. I depositi alluvionali di questi torrenti costituiscono l’ossatura principale dell’alta pianura ed il substrato su cui si sviluppano i magredi del Cellina. Essi assumono i connotati di avanterra alpino e, per i loro originali contenuti naturalistici ed importanza ambientale, sono stati recentemente inseriti nell’elenco europeo dei “Siti di Importanza Comunitaria”, riconosciuti dall’Unione Europea.
I magredi del Cellina-Meduna si trovano nella parte occidentale dell’alta Pianura Friulana e si sviluppano su un”drappo” di terreni ghiaiosi che fascia i piedi dei monti fino al confine con la linea delle Risorgive. Le ghiaie derivano dallo smantellamento millenario dei retrostanti rilievi svolto ad opera dei torrenti. Questi ultimi trasportano lontano i frammenti di roccia che strappano alla montagna trasformandoli lentamente in sassi tondi e lisci. Quando poi giungono in pianura, essi, a causa della diminuita pendenza, perdono gran parte della propria energia divenendo più pigri e liberi di divagare. Ecco che i corsi d’acqua, allo sbocco delle profonde valli alpine, abbandonano gran parte dei materiali più pesanti e grossolani sparpagliandoli a ventaglio come fa la mano libera dell’agricoltore quando semina a spaglio. Nel primo tratto di questi depositi, le acque vengono completamente riassorbite dalle ghiaie, dando origine ad un tipico paesaggio arido, privo di idrografia superficiale.

Vi invitiamo a partecipare per collaborare alla costruzione di un Piano condiviso ed efficace per la gestione di un’area tutelata di grande interesse naturalistico e paesaggistico, quale l’area dei Magredi in provincia di Pordenone.

10 novembre 2010
ore 20.30
Cordenons, Centro culturale Aldo Moro – Sala Consiliare De Benedet

11 novembre 2010
ore 20.30
Spilimbergo, Cinema Miotto

Per entrambe le serate qui di seguito il programma:
20.30 accreditamento partecipanti
20.45 apertura dei lavori – saluti delle autorità
21.00 la zps magredi di pordenone: verso il piano di gestione r.a.f.v.g. – direzione centrale risorse agricole, naturali e forestali, servizio tutela ambienti naturali e fauna
21.15 il piano e il processo partecipativo agriconsulting spa
21.35 la parola ai cittadini e il confronto con esperti multidisciplinari e amministratori

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Aggiornamenti sull’Operazione Got Owaga – Kenia


Nell’estate 2009 è partito un nuovo progetto Bioforest, coordinato e diretto da Richard S. Odingo, denominato Operazione “Got Owaga”, nella Nyando Valley, Nyanza in Kenya. La zona da riforestare riguarda si trova in aree destinate alla coltivazione della canna da zucchero, la cui diffusione è stata la prima causa di deforestazione. Nel corso del tempo, il progetto prevede la realizzazione di propri vivai in loco gestiti dalle comunità della zona, in modo che la disponibilità locale di piantine permetta la partecipazione di più agricoltori alle operazioni di riforestazione. Si prevedono aiuti anche da parte del governo, poiché è stata adottata una politica che incoraggia la piantumazione di alberi sugli appezzamenti piccoli e sui grandi fondi dei contadini. Infatti, solo programmi di riforestazione che coinvolgono tutta la comunità, per fornire il fabbisogno di legno per usi domestici, potranno alleviare la grave situazione attuale. Il legno in esubero sarà venduto dalle comunità a fabbriche e istituzioni per generare introiti.

Il progetto procede bene; gli scorsi giorni il Prof Odingo ci ha comunicato che sono state messe a dimora quasi 2000 piantine provenienti da Kisumu, a 75 km sulle rive del Lago Victoria, e negli ultimi giorni sono finalmente arrivate le pioggie vere. Inolte, è stata completata la costruzione della capanna per il guardiano della zona da riforestare. Purtroppo le antilopi selvatiche hanno invaso la nuova piantagione, divorando una parte delle piante, in particolare il Pinus equestifolia. Comunque siamo fiduciosi che la maggiore parte delle specie autoctone sopravvivranno.

Continuate a seguire il blog per i prossimi aggiornamenti sull’Operazione Got Owaga e altre news sull’ecosostenibilità e la riforestazione con Bioforest.
Vuoi contribuire ai progetti? Diventare un volontario Bioforest? Contattaci pure… 🙂

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I magredi raccontati ai bambini: presentazione del nuovo libro di Mauro Caldana

Siete invitati alla Presentazione del libro di Mauro Caldana I magredi raccontati ai bambini“, che si terrà Venerdì 11 dicembre 2009 ore 20.45, presso il Centro Culturale Aldo Moro Cordenons (PN).

Presenteranno il libro:
Mauro Caldana, Autore
Gabriele Centazzo, Moderatore della serata
Carlo Mucignat, Sindaco di Cordenons
Alberto Fenos, Assessore alla Cultura

Fin dall’infanzia Mauro Caldana, di professione infermiere, ha sentito vivo interesse per il mondo della natura. A metà degli anni Ottanta, il ritrovamento di un nido di albanella dentro ad un campo d’orzo, l’azione intrapresa per salvarlo dalla mietitrebbiatrice e la conseguente conoscenza di ornitologi professionisti, gli ha aperto la strada della ricerca.
Da allora collabora alla raccolta di dati e documenti sugli uccelli del nostro territorio, attività allargata anche ad altre materie naturalistiche. Nel 1986, durante un’escursione alpina, lungo un sentiero delle prealpi pordenonesi rimase incantato dal volo di due grandi rapaci: non immaginava che fossero aquile! Da allora ha abbandonato le sgargianti vesti dell’escursionista alpino per vestire quelle mimetiche dell’escursionista naturalista. Per oltre dieci anni, durante le sempre più frequenti escursioni, l’aquila reale è stata il motivo principale delle sue uscite. Dopo è arrivato l’interesse per il biancone, le albanelle, il pellegrino, gli occhioni, le orme fossili di dinosauro… Negli anni Novanta ha collaborato con il Parco Naturale Dolomiti Friulane nella creazione e nella gestione dell’Area Avifaunistica del Comune di Andreis. Per quindici anni, fino al 2006, è stato il referente provinciale per la gestione dell’avifauna selvatica ferita.
È socio fondatore dell’Associazione Naturalistica Cordenonese, di cui attualmente è presidente.

Ecco una parte della prefazione del libro “I magredi raccontati ai bambini”:

Penàciu (pennacchio) nasce da un’esperienza di volontariato nel laboratorio didattico-naturalistico l'”Occhione” gestito dall’Associazione Naturalistica Cordenonese nella Scuola Media “L. Da Vinci” di Cordenons. Il laboratorio è un’aula attrezzata con documenti originali destinati alla conoscenza del territorio naturale locale ed è rivolto agli alunni delle scuole dell’obbligo. È stato dedicato ad un pennuto (Burhinus oedicnemus) tipico degli alvei ghiaiosi asciutti dei fiumi friulani Cellina e Meduna e della vicina prateria arida, da dove si è notevolmente rarefatto. Una volta, la natura intorno a casa era la compagna più frequente del tempo libero di molti bambini, oggi adulti. Con essa siamo cresciuti attraverso mille esperienze. Ti metteva davanti incognite stimolanti, a cui dovevi trovare delle risposte. Imparavi a sfatare false credenze consolidate: non tutte le serpi sono vipere; non tutti gli insetti a bande gialle e nere sono vespe; negli uccelli non sono sempre i becchi gli strumenti di difesa più pericolosi; i serpenti non sono viscidi, ma lisci e molli, mentre sono viscidi gli anfibi ed i pesci… Frequentando Madre Natura s’imparava a conoscerla e ad apprezzarla! Oggi mancano alcune esperienze dirette. In quasi tutte le scuole, l’idea di uscire all’aperto è una esperienza sporadica: programmazione anticipata obbligatoria, cartellini identificativi, comunicazione ai genitori, costi del pullman, timore per zecche e zanzare, contributi limitati, responsabilità per la maestra, bambini imprevedibili ed agitati… Oggigiorno, i bambini sono molto impegnati in attività opportune per la nostra società competitiva. C’è l’allenamento di calcio, quello di nuoto, la lezione di musica, l’ora di danza… Non c’è tempo per “perdersi” tra rane e rospi!
Agli insegnanti ed agli alunni è rivolta la fantastica storia di Penàciu, con la speranza che la sua semplicità possa giovare
nell’importante scopo di cercare e conoscere Madre Natura, soprattutto quella intorno a casa e di tenere sempre accesi
e orientati i “tesori dell’infinito”.

Il messaggio di Penàciu della prateria nasce proprio dall’attività di naturalista volontario svolta da Mauro Caldana nella scuola, a contatto con i bambini di oggi, nel complesso e impegnativo mondo della scuola primaria.

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